Discografia

Fuorimoda (2017, Still Fizzy Rec.)

Sentirsi fuori moda è quasi una sussurrata dichiarazione di intenti. Significa sentirsi lontani dal pop inteso come lo si intende oggi, ma pur sempre pop, fatto a mano, con la  formula sempreverde chitarre-basso-batteria. Sentirsi Fuori moda è andare in controtendenza rispetto ai suoni radiofonici, e vestire questi brani con arrangiamenti che sanno di amore per ascolti vintage ma sempre attuali.

Sentirsi fuori moda è indossare orgogliosamente gli abiti e lo sguardo di una donna di trentacinque anni senza trucchi per apparire più giovane e approfittare dell’esperienza per guardare alle cose della vita anche con occhio divertito e disincantato.

Fuorimoda è un pop agrodolce e ricco di sfumature. Sfocia nel rock quando c’è bisogno di riflettere su se stessi e sulle proprie paure (L’altra donna, Violata ,Terra desolata)  e si alleggerisce per raccontare storie di incontri fugaci (Sebastian). Diventa a tratti sarcastico contro certi atteggiamenti stereotipati nel rapporto uomo-donna al ritmo serrato della tarantella (Paletto dell’amicizia) o a suon di fingerpicking e armonica a bocca (Signorina Mocio). E’ demenziale quando si parla in tono trasognato di officine, marmitte e motorini senza parabrezza (I meccanici).

C’è una canzone d’amore per una ragazza venuta da lontano, di cui forse non si sa nulla (Ilaria).

C’è un valzer (Vaffanvalzer) che riconcilia con se stessi, per essere semplicemente quello che si è.

E poi c’è il presente, vissuto come l’unica dimensione reale, dentro una canzone d’amore che non rimpiange il passato e non si interroga del futuro ma che viene celebrato qui ed ora (Il giorno durante), dentro una ballata piccola piccola, ukulele (Ukuleleliebeslied) e voce che chiede, di “restare” di non passare come passa il vento, di essere importante, cosa di cui un po’ tutti abbiamo bisogno.

A impreziosire i brani ci sono illustri collaboratori, come Massimo Roccaforte (Carmen Consoli), Mimmo Camporeale (Steve Rogers Band, Vasco Rossi), Gianluca Schiavon (Skiantos, Moltheni, Yuppie Flu) con cui è stato ideato l’impianto sonoro di tutto il disco.

Contro la banalità, un pop intelligente e una voce onesta ed intensa. Fuori moda, come gli anni Dieci.

 

Catturarti è inutile (2013, Still Fizzy Rec.)

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“Catturarti è inutile” è il primo disco di Elisa Genghini. E per tutti quelli che hanno conosciuto ed apprezzato Elisa negli anni è un disco attesissimo. Ne ha fatta di strada Elisa, dalla prima canzone cantata in un teatrino di chiesa a quattordici anni alle registrazioni di “Catturarti è inutile”, passando per libri editi (su Newton Compton, Coniglio, Castelvecchi tra gli altri) ed il primo EP “Le briciole del pasto consumato”. Un lungo cammino fatto insieme al suo “socio e chitarrista” Federico Trevisan, nelle parole di Elisa “l’uomo che mi sopporta da più tempo.”

Le dieci canzoni di “Catturarti è inutile” sono il frutto di un lavoro di composizione durato diversi anni. Dice Elisa: “Tutto sommato sono canzoni d’amore, prese un po’ di sbieco. Sono un’autobiografia musicata della mia educazione sentimentale, spero niente di noioso, ne’di genere. Detto questo, bisognerebbe ascoltarlo.” E “Catturarti è inutile” è pronto a farsi ascoltare e a sorprendere tutti voi con la sua freschezza, spontaneità, profondità, intesa sia musicalmente che emotivamente.

Il disco è uscito per Still Fizzy Records ed è stato registrato presso il Lotostudio di Filetto di Ravenna da Gianluca Lo Presti (Disco Dada Records) e con la collaborazione di Lorenzo Montanà (Disco Dada Records), Renzo Picchi e Luca De Marchi (Nel Dubbio), Giulio Martinelli (Piccoli Omicidi, Giacomo Toni) e Alessandro Gnudi.

Credits

Elisa Genghini – voce, chitarra acustica, armonica
Federico Trevisan – chitarra elettrica, chitarra acustica, mandolino e cori

Registrazione Produzione Mixaggio: Gianluca Lo Presti – Lorenzo Montanà
Pianoforte: Renzo Picchi
Basso: Alessandro Gnudi – Lorenzo Montanà
Tromba: Luca De Marchi
Batteria: Giulio Martinelli
Foto: Marilina De Simone

Testi: Elisa Genghini
Musica e arrangiamenti: Elisa Genghini – Federico Trevisan

LE BRICIOLE DEL PASTO CONSUMATO (2012)

Ascolta l’EP in streaming

Recensione di Letizia Bognanni su Rockit.it:

“Capita spesso che un cantautore a un certo punto decida di darsi alla narrativa. Più raro il caso inverso, di scrittore che passa alla musica. Questo è uno dei casi, visto che, prima del debutto discografico, Elisa Genghini ha pubblicato romanzi e racconti. Certo non è che sia diventata cantautrice dalla sera alla mattina (ha suonato in diversi gruppi), ma resta comunque un percorso abbastanza anomalo. E che l’ha condotta a produrre un lavoro senz’altro più maturo e consapevole di quanto sarebbe stato se fosse uscito ai tempi in cui la Genghini scriveva storie di ragazze che volevano sposare Kurt Cobain.

Quelle in “Le briciole del pasto consumato”, invece, sono canzoni da donna: niente urla, niente goffaggini adolescenziali, ma una musica pulita, scritta con mano sicura e interpretata con garbo, arrangiamenti essenziali e testi efficaci. Un nome da appuntarsi per chi ama le cantautrici discrete, dal background rock che si intuisce fra le righe di una coraggiosa delicatezza.”

Credits

Testi e musiche Elisa Genghini
Elisa Genghini: voce chitarre
Federico Trevisan: chitarre cori
Lorenzo “Lerry”: Arabia Basso
Lucio Morelli: piano, arrangiamenti
Gianluca “Pecos”: Grazioli batterie

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